Pizzica, Taranta e Ricordi d’infanzia

di — in Eventi in Puglia

27 maggio 0
Oasi Salento: Notte della Taranta

Nonostante dicerie e affascinanti leggende, il morso della Tarantola non produce nessun effetto e ciò era noto sin dal Settecento.

Furono però le ricerche dello storico Ernesto De Martino nel 1959 a dimostrare che i balli sfrenati delle persone morse dalla Taranta erano espressione di un disagio psichico, specie per le donne se si tiene conto della condizione femminile nel meridione. Amori non corrisposti o ostacolati dalle famiglie, la disperazione della miseria erano il terreno di coltura della credenza popolare legata al morso della Taranta che trovava il suo apice il giorno della festa di San Paolo.

Davanti alla Cappella della Chiesa dei Santi Pietro e Paolo a Galatina, dove si diceva che l’acqua fosse stata benedetta da San Paolo e guarisse dagli effetti del morso, il ballo diventava una sorta di esorcismo musicale, ricordando molte dinamiche dei rituali caraibici.

Le “pizziche” accompagnavano anche il lavoro nei campi. Ricordo di aver sempre ascoltato con curiosità i canti popolari che i miei familiari intonavano per accompagnare la faticosa raccolta delle olive — rigorosamente a mano, una per una, inginocchiati a terra — mentre da piccolo gli ulivi secolari erano il mio parco giochi naturale.

Li ho dimenticati per tanto tempo negli anni in cui adolescente i gusti musicali non potevano essere che quelli del pop-rock internazionale. Qualche musicista poi ha cominciato a mischiare ritmi reggae, dialetto e musica popolare. È significativo che a Melpignano nella stessa piazza in cui oggi si celebra questo rito collettivo che è diventata la Notte della Taranta, negli anni 80 salivano sul palco gli sconosciuti Litfiba, i CCCP e successivamente i gruppi “grunge”.

Poi negli anni successivi il grande successo dei Sud Sound System e tutti abbiamo riscoperto le radici musicali popolari e della pizzica. Un patrimonio di riti, tradizioni, musica, cultura che rischiava di andare disperso nell’omologazione e nell’appiattimento verso esperienze più “cosmopolite”, che è stato sapientemente recuperato per essere messo a disposizione delle generazioni future. Questo recupero è stato sicuramente uno dei pilastri del rilancio del brand Salento, divenuto attrattivo per turisti italiani e stranieri.

Da quando Antonio Petrachi – in arte Treble – agli inizi dei Sud Sound System, ha ideato il motto «Salentu, lu Mare, lu Sule e lu Jentu», questo è diventato il leit-motiv che accompagna la vacanza nella nostra terra.

I titolari del mitico locale Babilonia di Torre Sant’Andrea fecero di questo slogan un elemento da inserire nelle loro magliette e fu subito Moda. Fino a quando l’hanno utilizzata gli Après La Class in una divertente canzone con il titolo omonimo.

Lo spirito di questi ricordi lo rivivo ogni anno ne La Notte della Taranta festival itinerante che ripropone i concerti di pizzica e musica popolare in varie località del Salento, quest’anno dal 6 al 24 agosto, per approdare con l’ultima tappa a Melpignano nella notte che è diventata un evento di riferimento nell’estate salentina.

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